04 novembre 2013

La ricerca semantica

Fino a due settimane fa, ero convinto che Google fosse l'innovazione tecnologica del nuovo millennio. Io scrivo "scarpe online" ed una miriade di risultati mi si parano davanti nella pagina. Questo è reso possibile da degli "agenti" di google, detti Googlebot che analizzano, differentemente, mastodontiche quantità di siti web con cadenze di circa 6/8 giorni e quasi tutti i giorni (crawler e spider). Le prime volte che navigavo nel web 2.0 trovavo quasi magico l'affacciarmi a delle ricerche, tipo, appunto, scarpe online, passare a guardare un video su youtube, e trovarmi lì, nell'angolino, il "bannerino" che mi ricordava quel paio di scarpe che guardavo un secondo prima. E' proprio grazie a questi agenti che google riesce a fare questo incrocio di dati e la ricerca tramite parole chiave ci fornisce il risultato più pertinente. Semplice e geniale.
Ora, immaginatemi in un locale a bere birra col mio amico Simone, ed immaginate il mio stupore quando mi parla di una nuova frontiera della ricerca online: la ricerca semantica!

Sono andato a spulciare nel web per capirne di più, e i risultati che ho trovato sono interessantissimi; attraverso il web semantico (chiamato così dal suo ideatore, un certo Tim Berners-Lee nel 2001) si vuole cercare di trasformare il web in un ambiente dove degli "agenti intelligenti" possano comprendere il significato dei testi presenti nel web e guidare l'utente nella sua ricerca.
L'agente (che potrebbe essere paragonato ad uno spider) dovrà comprendere quindi il significato dei testi presenti in rete e spostarsi da un indirizzo web all'altro per creare collegamenti logici tra differenti elementi dell'informazione ricercata! Spiego meglio:

se scriviamo su un motore di ricerca "Chi è verdi?" lui andrà a scovare nel suo database tutte quel pagine che riporteranno la parola verdi, senza però distinguere se io stia cercando il colore o il compositore. Tutto il contrario del web semantico, che interpreta al meglio la richiesta di noi utenti ed impara a capirci meglio! E lo fa attraverso l'utilizzo di codici che interpretano il significato della nostra ricerca! Ecco. Ci siamo. La tecnologia che inizia a capire ciò che vogliamo in modo più ampio, in una comunicazione più informale che la rende un pochino più simile a noi…e poi, ad un certo punto della storia arriva un cyborg dal futuro che cerca di uccidere una certa Sara Connors
…Scherzi a parte, oggi, dopo anni di ricerche, sono in molti a sostenere che il web semantico sia il futuro naturale del web. Sarà così? Di certo, se domani intendo cercare informazioni sul mio cantante preferito, la mia vecchia e cara ricerca per parole chiave mi darà sempre la solita, esauriente risposta secca…e corretta!


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