27 marzo 2015

Facebook contro i suicidi

Facebook, vetrina delle emozioni. 
La nostra vita scorre pubblicamente sugli schermi di pc, smartphone, tablet altrui, a volte attirando attenzione con post divertenti o interessanti, altre volte passando del tutto inosservata. 
Non è un caso poi che chi è portato a compiere un gesto estremo come il suicidio tenti anche la strada del post pubblico, forse come ultimo barlume di speranza per richiedere aiuto. 

Proprio per arginare queste tendenze, sempre più numerose, Facebook ha progettato una nuova procedura di intervento. Esisteva già, infatti, un metodo di segnalazione dei post ritenuti pericolosi; ora sarà possibile segnalare direttamente quelli problematici e un gruppo di supporto prenderà in carico la segnalazione analizzandone la pericolosità.

In seguito l'utente sarà contattato privatamente e informato che su preoccupazione di un amico è considerato un soggetto a rischio, e gli verrà offerta la possibilità di ricevere supporto, da professionisti o semplicemente da amici, oppure di ricevere consigli su come affrontare la situazione. 


L'equipe di supporto sarà attiva 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, analogamente al telefono amico.


Il servizio di Facebook per ora è attivo solo negli Stati Uniti, dove la percentuale di suicidi tocca alti livelli, ma è in programma di essere diffuso, dopo pochi mesi, in tutto il mondo. 
Facebook precisa, in ogni caso, che il suo strumento è solo integrativo e di non volersi sostituire agli specialisti, che è sempre bene che vengano contattati. 

L'attenzione del social network insomma diventa sempre più sociale, interessandosi anche agli stati problematici dei suoi utenti e proponendosi come mezzo di aiuto.

Una buona iniziativa che si spera venga sfruttata come si deve.


Monica

25 marzo 2015

Smart-alienati

Quante volte capita di osservare coppie o gruppi di amici seduti allo stesso tavolo che sembrano però isolati in un loro mondo, assorti dai loro smartphone, impegnati in conversazioni a distanza perdendo poi di vista le conversazioni presenti. 

Il cellulare è un ospite ingombrante? 
Sì, a dichiararlo con voce autorevole è uno studio statunitense della Virginia Tech University che ha testato le conversazioni di 200 coppie di volontari in uno scenario neutrale come un tavolino al bar. 

Alle coppie erano stati assegnati due argomenti di conversazione, uno impegnativo e uno più frivolo. I soggetti erano stati poi osservati nelle loro interazioni ed era stato soprattutto osservato l'uso del cellulare durante le conversazioni, quante volte venisse preso in mano o consultato. 
A conclusione dell'esperimento fu notato che i dialoghi svolti in presenza di uno smartphone erano stati giudicati meno interessanti e coinvolgenti, indipendentemente dal grado di interesse iniziale. 


Il peso degli smartphone è quindi tangibile e reale. Non si tratta solo di impressioni o giudizi dati dal buon senso, l'interferenza più consistente difatti avviene a livello di attenzione visiva. 

Chiacchierare con uno smartphone sott'occhio limita e riduce i contatti visivi con l'interlocutore che sono alla base di una buona interazione

Contro questa alienazione digitale stanno nascendo sempre più iniziative con lo scopo di limitare l'isolamento e favorire nuovamente la socialità. Come ha fatto il pub Number Fifteen boozer a Pemberton, Regno Unito, dove campeggia lo slogan "Se vai al pub e spegni il cellulare bevi gratis" (ovviamente un solo giro) ma di grande effetto. 

Quindi è ancora possibile trovare luoghi dove un eccessivo uso dello smartphone non è visto di buon occhio e dove è possibile riscoprire il gusto genuino delle conversazioni
Forza, mettete giù il cellulare e cercateli. 

Monica

23 marzo 2015

Biometrica, il corpo come password.

La biometrica è l'utilizzo del corpo umano per l'identificazione sicura degli utenti.
"Windows Hello" sarà integrato nel futuro Windows (in computer, tablet e smartphone) permettendo di eseguire l’accesso usando il viso, l’iride o l’impronta digitale per accendere o bloccare il computer.

Il sistema sarà utilizzabile nei PC con RealSense 3D di Intel, videocamera che riconosce in modo preciso gesti e tratti della nostra faccia. Dal punto di vista della privacy pare che la tecnologia soddisfi i requisiti richiesti dalle grandi organizzazioni. Joe Belfiore, Vice Presidente di Microsoft, considera questa soluzione utilizzabile anche in ambito governativo e sanitario. Inoltre agli sviluppatori Microsoft offre Passport, un sistema che è utilizzabile anche dai siti web per effettuare un login in modo sicuro, senza trasmettere le password. 

A febbraio Microsoft ha aderito alla FIDO (Fast IDentity Online Alliance), un'organizzazione che prevede l’uso di protocolli e tecnologie pensate per identificare univocamente l’utente in modo sicuro e certificato sostituendo le password.

La biometrica è diventato un tema sensibile dell'industria tecnologica, soprattutto per la crescita dei sistemi di pagamento online. Il più grande problema da affrontare è quello della sicurezza: dati sensibili e finanziari, ad esempio le carte di credito, conservati negli account fanno crescere l'interesse degli hacker.

Molti telefonini di fascia alta hanno ormai un sensore di lettura dell'impronta digitale. Pur avendo un senso perché le impronte sono uniche, non basta. Infatti sono allo studio avanzati sistemi per migliorare questa tecnologia.
Diversi studi hanno dimostrato quanto siano vulnerabili i sistemi biometrici usati finora. Ma la qualità aumenta ogni giorno e al momento esistono alcune soluzioni offrono un buon compromesso tra sicurezza e comodità.

Al "World Mobile Congress" di Barcellona, se ne sono visti molti di miglioramenti. La Qualcomm ha presentato un prototipo di lettura dell'impronta digitale utilizzando ultrasuoni: una sorta di ecografia della punta del dito che crea un'immagine 3D molto più difficile da simulare e dovrebbe fare in modo di sbloccare il telefono anche con le mani sporche o bagnate. 

I cinesi della Vkansee, hanno brevettato un lettore che quadruplica la qualità dell'immagine del dito, ovvero da 500ppi a 2000 ppi. Ma c'è di più: nel sistema bancario è già in corso l'utilizzo di sistemi di lettura delle vene del dito, ancora più difficili da imitare.

L'industria biometrica, entro il 2020, varrà 33 miliardi di dollari. Nessuna azienda vuole farsi scappare la possibilità di integrare i propri dispositivi con questa tecnologia.
Intel addirittura sta lanciando "True Key", un sistema di riconoscimento facciale che studia la geometria del volto e memorizza tutte le password di tutti gli account. I dati di criptaggio sono conservati solo sul dispositivo dell'utente.

Ovviamente esistono anche le controindicazioni di questa tecnologia: se la mia password viene compromessa, posso cambiarla. Questo è escluso nel caso dei dati biometrici. Se questi dati non sono conservati in maniera sicura, e la sicurezza al 100% non esiste, i rischi sono maggiori di quelli del furto di una password. Sarebbe come usare la stessa password per tutti gli account e senza possibilità di rimediare. La biometrica da sola non sarà forse mai garanzia assoluta e, sulla strada dei miglioramenti, che sarà lunga e difficile, si passerà attraverso tanti errori che gli utenti purtroppo vivranno sulla loro pelle.

Author:_ Priscilla D.

Credits:_Repubblica.it



20 marzo 2015

La nuova idea di Zuckerberg: Facebook city.

Mark Zuckerberg ha già acquisito per $ 400 milioni il terreno su cui sorgerà quella che sarà una vera e propria città aziendale, una comunità di 200 acri per gli oltre 10.000 dipendenti di Facebook. Il costo della costruzione si aggirerà intorno ai $200 miliardi.
La piccola città, attualmente soprannominata "Zee", sarebbe una lottizzazione lungomare, vicino all'attuale sede di Menlo Park, nella baia di San Francisco utile per la crescente forza lavoro del social network.

La costruzione non sarà limitata a poche case sparse: si parla di supermercati, alberghi, ville, alloggi tradizionali per i dipendenti e dormitori per i tirocinanti. I visitatori avranno corsie apposite per accedere al comprensorio.
Inoltre il fatto che i dipendenti siano costretti ad andare al lavoro in auto è in contrasto con l'etica ecologica della società, così Facebook promette di sviluppare mezzi di trasporto alternativi.
Anche perché il progetto "Zee-town" (o "City Zee") è la risposta alla difficile situazione abitativa di San Francisco: il massiccio afflusso di lavori del settore ha notevolmente fatto salire il costo della vita. Una tensione esplosa dopo che un grande gruppo di persone ha bloccato la linea bus preposta per i dipendenti di Google nel 2013 proprio nell'area di San Francisco per protestare contro la poca disponibilità di infrastrutture.

I disegni per lo sviluppo del progetto sono dell'architetto Frank Gehry, colui che ha progettato il museo Guggenheim di Bilbao, della Beekman Tower di New York City e, più recentemente, la Fondazione Louis Vuitton a Parigi.

I disegni di Gehry sono famosi per le forme accattivanti e l' uso delle curve . Gehry ha valutato la possibilità di progettare molte aree verdi: alberi piantati sui tetti e molteplici parchi all'aperto. Il tutto per sottolineare il paesaggio naturale della nuova comunità di Facebook.

"City Zee" potrebbe quadruplicare la sua superficie. Secondo John Tenanes, direttore del settore immobiliare globale di Facebook, non si può costruire un campus aziendale, senza che questo si integri con il resto della comunità.
Dalla fine del 1800 ci sono state diverse città create e gestite da imprese, i cosiddetti "centri di società" creati per sostenere un settore specifico come l'estrazione del carbone, tessile, e così via. Ad un certo punto, nella storia degli Stati Uniti, c'erano più di 2.500 centri aziendali che ospitavano circa il 3% della popolazione totale del paese.
Alcune di queste città esistono ancora: Hershey, Pennsylvania, ad esempio, prende il nome l'azienda di cioccolato. Il magnate Milton Hershey è stato il primo sindaco della città.

Comunque Zuckerberg non ha ancora comunicato quando cominceranno i lavori di esecuzione della sua piccola città e se ha intenzione di vivere anche lui lì. Ma le possibilità sono scarse: ha già una casa a pochi minuti dal quartier generale di Facebook...

18 marzo 2015

Apple e i suoi concorrenti: battaglia a suon di tempo!

Come si poteva immaginare dopo il lancio clamoroso dell'Apple Watch, si è dato risalto a questo mondo tecnologico rimasto un po' in sordina. 

La Apple watch non è il solo colosso nel campo e i concorrenti si sono fatti subito avanti tirando fuori tutta la loro grinta !!


La leader incontrastata nel 2014 è stata Samsung con il suo Samsung Gear S con connessione 3G. La sua estetica è caratterizzata da un display rettangolare e curvo da 2 pollici, e ci aggiunge anche 4 GB di memoria, la funzione fitness e per la salute c'è la piattaforma S Health di Samsung.


Tiene il passo Motorola con Moto360 che con il suo affascinante concetto basato sul servizio Moto Marker da la possibilità di  personalizzarlo in tantissimi modi sia nel colore, che in alcuni elementi della scocca ed inoltre inserendo sfondi e incisioni personalizzate è supportato da Android Wear ed è caratterizzato da un display Oled Hd da 1,5 pollici e sensori per il battito cardiaco e giroscopio.


Poi abbiamo la Huawei che ha lanciato il suo Huawei Watch caratterizzato da un design circolare, scocca in metallo nero ed oro e cinturini in pelle e metallo, basato su piattaforma operativa Android Wear display AMOLED da 1.4 pollici con risoluzione di 400x400 pixel ed una densità di 286ppi, ed equipaggiato di un di un processore Qualcomm da 1.2GHz, 512MB di RAM, 4GB di memoria integrata e diversi sensori tra cui un cardiofrequenzimetro, accelerometro, giroscopio ed un barometro. 


Ed ecco LG Watch Urbane uno smartwatch equipaggiato con sistema operativo Android Wear, caratterizzato da una scocca  in metallo resistente ad acqua e polvere, equipaggiato di display circolare da 1,3 pollici processore Qualcomm Snapdragon 400 da 1,2GHz, 512MB di RAM, memoria interna da 4 GB, giroscopio, accelerometro, bussola, barometro, cardiofrequenzimetro e batteria da 410 mAh. 
Un'altro novo prodotto arriva dall'ASUS ed ecco ZenWatch basato su Android Wear, con un cinturino in pelle, vetro curvo (ma display no) il tutto integrato con un display Amoled da 320x320 pixel, processore Qualcomm, 512MB di RAM e 4GB di memoria integrata.


Ovviamente le grandi aziende non sono tutte qui... il mondo degli smartwatch è in continuo fermento!!

Insomma si ha proprio l'imbarazzo della scelta in un mondo tecnologico globale!

A voi non rimane altro che provare e comprare!!

16 marzo 2015

Film VS Videogame

I film sono troppo simili ai videogiochi o i videogiochi ai film?
Negli ultimi anni i due generi non solo si sono trovati a camminare sulla stessa strada ma se una volta si potevano “mischiare” le due cose attraverso l’animatronix di modo che l’effetto visivo finale del film era creato in parte sul set e in parte al computer, ora, quasi tutti gli effetti vengono creati al computer e sul set non c'è nulla se non un grande telo verde e croci arancioni di riferimento.
Stanno lentamente scomparendo gli effetti speciali, che sono reali e creati dai make up artist sul set, sopraffatti dagli effetti visivi che invece sono gli effetti creati digitalmente in fase di post produzione.

Le infinite strade della tecnologia permetto oggi ai professionisti del settore di ricreare ogni più stravagante idea di sceneggiatori e registi. Mondi e personaggi immaginari, sconvolgimento delle leggi della fisica, interazione tra reale e fantastico.
Nel film "Gravity" viene riprodotta perfettamente l’assenza di gravità e l’esperienza di galleggiamento nello spazio. Alfonso Cuaron, regista, sceneggiatore e produttore, ci ha messo cinque anni per capire come rendere il film realistico. Poi, insieme ai suoi collaboratori, ha deciso di realizzarlo in Computer Grafica. Solo le capsule e la stazione spaziale sono stati ricostruiti, ma solo in parte, sul set.
Ma nel caso di scene "impossibili" da girare dal vero, come lanci nello spazio, personaggi fantastici e esplosioni nucleari, l'uso della
tecnologia virtuale è fondamentale ("Fast end Furious 6" conta ben 1800 inquadrature realizzate con effetti computerizzati!)


Ma ci sono alcuni film in cui, vuoi per i costi, vuoi per l'organizzazione, l'uso degli effetti visivi è quantomeno esasperato.

In "The Wolf of Wall Street", per esempio, la scena in cui si vedono più persone giocare a tennis è stata ricostruita completamente al computer: i campi da tennis, il parco attorno, gli edifici; solo successivamente sono state inseriti i personaggi. Ogni persona è stata ripresa prima in una stanza con green screan e poi scontornata e riposizionata sul set virtuale.
La ripresa dal vivo, quindi è solo la materia "grezza" su cui lavorare?

Rimane solo una delle possibilità? In questo modo non perdiamo il piacere della finzione che è quella che ci ha affascinato tanto negli scorsi anni? E se si tornasse a definire un margine tra i due mondi?
Potrebbe essere interessante, sia per gli spettatori sia per gli attori che possono finalmente tornare a rapportarsi con qualcosa di materiale e rendere il tutto più realistico.

13 marzo 2015

I vegani e la tecnologia

Vegani, vegetariani, intolleranti, celiaci, crudisti: il mondo delle scelte nutritive è davvero vasto.
Chi segue regimi alimentari particolari spesso si trova in seria difficoltà al momento di fare la spesa al supermercato perché le etichette non sempre sono esaustive nell’elenco degli ingredienti e quindi, soprattutto i principianti in materia, fanno molta fatica ad orientarsi sulle scelte migliori da fare.
Ma la tecnologia si è mossa anche in questo senso: le app Android/ios.

TuttoVegan”, “CrudoVegan”, “Raw foods, ph &Veganism sono solo alcune delle molte applicazioni per chi segue una dieta vegana.
Alcune sono app di ricette divise per categoria o ingrediente, ricette dai altri paesi come Cina, Francia, Messico o America, calendari che indicano mese per mese gli alimenti di stagione completi di conteggio calorie, controindicazioni, curiosità, aspetti relativi alla nutrizione, l’uso di spezie ed erbe aromatiche.

Alcune di queste app utilizzano il gps per consigliare il locale più vicino dove mangiare vegano o vegetariano, non solo a livello nazionale ma anche se ci si trova all’estero.
Una delle più interessanti è GeniusVeg : aiuta a semplificare il mondo dei prodotti che si trovano sugli scaffali del supermercato. Infatti questa app, una volta installata, permette, inserendo pochi dati e il tipo di dieta scelta, di fotografare il codice a barre dell'alimento che vogliamo acquistare e ci dirà se quel prodotto è adatto per la dieta che abbiamo scelto di seguire.

Le app ormai sono diventate una delle forme più utilizzate per semplificarci la vita di ogni giorno cercando per noi quelli che sono i prodotti migliori, non solo per l’alimentazione. Ma quelle legate alla nutrizione e in particolare quelle che stanno prendendo piede negli ultimi anni come la vegana e la crudista, sono una vera rivoluzione: sapere cosa si mangia e le caratteristiche nutrizionali di ogni alimento sempre a portata di mano è un modo per essere sempre aggiornati sulle novità ma anche sui vantaggi di una dieta rispetto ad un’altra, senza venir meno al parere del proprio medico di fiducia.

11 marzo 2015

Sei giovane e vuoi cambiare il mondo? Ci pensa Google a darti una mano!

I giovani sono il nostro futuro e Google ha pensato a loro!

Con questo progetto la Google riesce ad aprire le porte a nuovi talenti.


"Google Science Fair", questo è il nome dell'iniziativa proposta ormai dal 2011, che dà la possibilità di vincere una borsa di studio di 50 mila dollari con una competizione scientifica e tecnologica online di livello internazionale, individuale o di gruppo, per aspiranti ragazzi e ragazze tra 13 e 18 anni.

Gli studenti da tutto il mondo o quasi possono iscriversi singolarmente o in gruppi di massimo tre persone e presentare i propri progetti.

Le iscrizioni sono iniziate a febbraio e termineranno a maggio 2015. 

Non dimentichiamoci dei meravigliosi e singolari premi messi in palio come:

-  il Premio National Geographic Explorer: 10 giorni nell’arcipelago delle Galápagos a bordo della National Geographic Endeavour.
-  il Premio LEGO Education Builder, che prevede una visita alla sede di LEGO Group a Billund, Danimarca, e 6 mesi di consulenza di un dirigente di LEGO Education per imparare come aprire un’impresa.
- il Premio Virgin Galactic Pioneer, con un tour di Virgin Galactic e dello spazioporto di Mojave, in California.
....e non finiscono qui.

I premi sono tanti com'è tanta la passione che bisogna avere per cimentarsi in una competizione internazionale il cui livello sale di anno in anno!


In Italia purtroppo, questo tipo di avvenimenti scientifici proposti dalle istituzioni scolastiche, non sono così comuni come in America, dove le scuole sanno dare risalto e incitare la passione dei loro allievi.

Ma chi non ha mai sognato da ragazzino di diventare lo scienziato o di scoprire nuove frontiere nella scienza e della tecnologia?

I partecipanti possono sbizzarrirsi in tutte le seguenti categorie:
● Flora e fauna
● Scienze degli alimenti
● Scienze della Terra e ambientali
● Invenzioni e innovazione
● Elettricità ed elettronica
● Robotica
● Biologia
● Chimica
● Fisica
● Scienze comportamentali e sociali
● Energia e spazio
● Astrofisica
● Informatica
● Matematica

E' un'occasione che non bisogna farsi scappare... per chi come i vincitori degli scorsi anni ha un sogno nel cassetto che si può realizzare.

La straordinaria opportunità che offre Google, mette alla luce la sempre crescente necessità di trovare nuove tecnologie ed invenzioni per aiutare il nostro mondo a migliorare la qualità di vita e la rivalutazione delle giovani promesse.

Per chi volesse tutte le informazioni relative al concorso si potranno trovare dettagliatamente sul sito: www.googlesciencefair.com.







9 marzo 2015

Automotive firmato Apple.

Alzi la mano chi non si è stupito dalla nuova invenzione della Apple! 
Dopo l’iPod, iPhone e l’iPad, poteva mancare l' iCar?
Infatti ecco qui il loro progetto non più tanto segreto: realizzare il sogno del compianto Steve Jobs nonché del nuovo amministratore delegato, Tim Cook. La prima automobile Apple a guida autonoma, ibrida o elettrica.
Apple e la Tesla, l’altra grande azienda americana di macchine elettriche, hanno avuto diversi contatti negli ultimi tempi, quindi, con tutta probabilità, collaboreranno a questo progetto chiamato "Titan".
Secondo alcune indiscrezioni, pare che l'azienda di Copertino stia assumendo ingegneri e meccanici dalla Ford, dalla BMW e dalla stessa Tesla (su LinkedIn 50 profili sono di attuali dipendenti Apple che hanno una storia di ingegneria a Tesla) oltre a esperti nella produzione di batterie da Lg, Samsung e Panasonic. Tutto per accelerare la produzione, in programma per il 2020, visti i tempi piuttosto ristretti per il settore dell' automotive.
La grande concorrenza non è motivo di preoccupazione, anzi. Pur lanciandosi in un nuovo settore, confidano in un grande successo.

Ma cosa ne pensano i competitors? In realtà nessuno sembra particolarmente preoccupato.
Bosh conta nella collaborazione per la produzione di strumenti che, a suo dire, la Apple non sarà in grado di produrre da sola come sensori, laser, centraline ovvero di tutti quei componenti sofisticati che richiedono tempi lunghi e una grande esperienza.
Di altra idea è la BMW, che vanta automobili sicure e piacevoli da guidare. La guida autonoma deve contribuire a queste due caratteristiche. Considera la Apple “golosa” del tempo che l'automobilista trascorre in auto, soprattutto quando è fermo in coda, tempo che rivende alle aziende pubblicitarie.
E Marchionne? Ha detto di non trascurare la questione, ma di non essere assolutamente preoccupato: la considera una sfida a migliorare e magari mettersi alla pari. 
Come sarà esteticamente l' iCar? Non si sa ancora nulla di certo anche perché i dati dei propri prodotti sono protetti fino al rilascio e sarà così anche per l' iCar. Sarebbe assurdo per una azienda come questa mostrare il suo prodotto finito prima dell'annuncio!

Quanto costerà? Considerato che la Tesla Model S 2015, ultima auto elettrica della società, costa $67,980 compreso il "tech pack", cosa che si presume l' iCar avrà di serie, sicuramente l' iCar non sarà a buon mercato, ma l' idea generale  è che le persone spesso descrivono i prodotti Apple "belli" e, con tutta probabilità, lancerà sul mercato un'auto di cui ci si innamorerà, come è stato per tutti i loro prodotti.

4 marzo 2015

Con Ikea la tecnologia è nei mobili: ecco i caricabatterie Qi

L'ultima idea del colosso Ikea riguarda i caricabatterie senza fili, che a breve saranno integrati all'interno dei mobili venduti.

Niente più fili, niente più prese e niente più sforzo nel ricordarsi di caricare il proprio dispositivo. Basterà lasciarlo appoggiato sul piano del mobile, sia esso un tavolo, una scrivania o un comodino, e il dispositivo entrerà automaticamente in carica. E non è prevista solo l'implementazione all'interno del mobilio ma, proprio come è consuetudine di Ikea, anche la creazione di singoli caricabatterie wireless di diverse forme e materiali.

Tutto questo grazie alla tecnologia di ricarica ad induzione Qi. L'Ikea cavalcando l'onda di sviluppo di questa tecnologia ha scommesso sul sicuro, difatti nei prossimi anni sempre più dispositivi, tra cui smartphone, tablet, fotocamere digitali e lettori mp3 saranno provvisti della tecnologia di ricarica senza fili Qi.

L'implementazione di questo tipo di caricabatterie nei nostri mobili sarà quindi un vantaggio e un'ulteriore comodità per le nostre case che diventeranno così sempre più tecnologiche. Inoltre ci sarà anche il vantaggio di avere a disposizione più punti di ricarica. Basterà solo ricordarsi dove abbiamo appoggiato il dispositivo.

Ma ulteriore particolarità da sottolineare è che questa innovazione è a marchio Ikea, sinonimo perciò di risparmio. Di conseguenza è molto probabile che i mobili con caricabatterie wireless andranno incontro a una diffusione su larga scala.
Sarà quindi la fine definitiva dei caricabatterie a fili?