29 ottobre 2014

Lo smartphone che cambia umore...

LG sta per mettere in commercio un nuovo smartphone che "cambia umore".
Crescono sempre più le aspirazioni dei colossi della telefonia e in questi giorni si scopre la nuovissima pratica secondo cui, sulla base dell'utilizzo dello smartphone, gli "occhi" cambiano espressione.

Si tratta in realtà del primo smartphone che è in grado di farlo; davvero personalizzabile e dinamico.

AKA è un reale progetto di LG che in questi giorni al World IT Show, in Corea, presenterà il primo concept di dispositivo che cambia umore.

La personalizzazione sarà il punto forza di questo dispositivo: i vispi bulbi oculari si muoveranno e cambieranno espressione a seconda di come usiamo il device.

Il cambiamento d'umore del nostro smartphone saranno le app usate: dalla sveglia che suona, al genere di musica che si ascolta.

LG ha introdotto un nuovo concetto di smartphone. La particolarità di questo cellulare è data dal fatto che il pannello posteriore è facilmente personalizzabile con diverse opzioni di colore e, inoltre, sul portatile saranno presenti due occhi animati che mostreranno lo stato d'animo.

Si tratta di un device piuttosto bizzarro che fa della personalizzazione il suo punto forte. Il dispositivo può, infatti, essere abbellito tramite una sorta di cover colorata, la quale ha il compito di attivare una funzionalità software molto particolare. In base all’utilizzo dell’utente, lo smartphone mostra infatti due “occhi” (a schermo ovviamente) i quali si adattano ai programmi in esecuzione. Immaginate di lasciare attiva la musica in background o la sveglia: lo sguardo del device si modificherà di conseguenza.

LG sostiene che ogni telefono sceglie la sua emozione automaticamente, a seconda di come lo si utilizza: ad esempio ci sarà un'emoticon per la sveglia, una per le applicazioni ed un'altra per la musica.

Se è una funzionalità totalmente creepy o se è talmente folle da essere geniale lo lasciamo decidere a voi...




Stefania

27 ottobre 2014

Cresce Ello, l'antagonista di Facebook

Ello è il nuovo social network, già definito "nemico di Facebook", basato sulla semplicità e assenza di pubblicità. Si presenta come una piattaforma impegnata a non trattare gli utenti come merce; infatti il suo slogan è "Tu non sei un prodotto!".


E' nato qualche mese fa ed è un servizio ancora in versione beta, ma ultimamente sta ottenendo maggiore riscontro, soprattutto dopo le polemiche contro Facebook dovute alla sospensione di alcuni account di drag queen che utilizzavano i loro nomi d'arte nel profilo personale, anziché i nomi reali.

La nuova regola di Facebook sembra infatti esser quella di dover utilizzare nei profili personali il nome riportato sulla carta d'identità, allo scopo di garantire maggiore sicurezza sul social. Tuttavia alcune drag queen hanno ritenuto "ingiusto e discriminatario" questo provvedimento, protestando con una manifestazione
il 2 ottobre a San Francisco, ritenendo Ello un ottimo social network di cui far parte, avendo la possibilità di iscriversi liberamente con il proprio pseudonimo.

La piattaforma, ora in crescita, è basata su un "sistema ad invito": per farne parte occorre conoscere qualche utente che sia già iscritto oppure inviare direttamente una richiesta agli amministratori del sito.

Uno dei fondatori, Paul Budnitz, ha affermato: "Io e i miei soci avevamo perso qualsiasi interesse per gli altri social network. Eravamo stufi della pubblicità, della confusione. Ci sentivamo manipolati e imbrogliati da compagnie che chiaramente non hanno a cuore i nostri interessi. Facebook, Google e Tumblr non sono dei veri social network. Sono piattaforme per la pubblicità. Esistono per venderla. Questo è tutto".

Da qui è partita la volontà di creare un servizio su misura. Hanno deciso di testare inizialmente il prodotto tra una cerchia ristretta di amici, aprendo successivamente la piattaforma ad altre 100 persone. Ello ha come priorità la sicurezza, la privacy e la tutela dei gusti personali.
"Non devi usare il tuo vero nome per essere su Ello. Noi incoraggiamo le persone a essere chi vogliono essere".

Maggior autonomia quindi per gli utenti e libertà soprattutto dalla pubblicità. Ello accusa Facebook di utilizzare i post condivisi, i link cliccati e le amicizie degli utenti per registrare il tutto e convertirlo in dati, acquistati successivamente dagli inserzionisti pubblicitari per mostrare gli annunci promozionali più consoni agli interessi individuali.

Ello, in controtendenza rispetto a quest'intenzione, afferma: "Crediamo che un social network possa essere non uno strumento per ingannare, costringere e manipolare, ma un luogo per connettersi, creare e celebrare la vita. Tu non sei un prodotto". Nell'homepage viene infatti specificato che le informazioni riservate degli
utenti non vogliono essere utilizzate in alcun modo e che l'unico obiettivo è "connettere le persone".


Quest'idea di trasparenza e semplicità si ritrova anche nell'aspetto stilistico: il design si presenta minimal con un'interfaccia elegante e il logo consiste esclusivamente in uno smile su sfondo nero, senza né occhi né naso, ma solo con un sorriso stilizzato.
In Ello i servizi principali saranno free, mentre esisteranno dei prodotti extra a pagamento, del tutto facoltativi che alcuni membri potrebbero voler aggiungere ai loro account.

Budnitz afferma di ricevere ultimamente circa 4.000 richieste di invito all'ora. C'è da chiedersi se quest'affluenza è data da pura curiosità per il nuovo servizio destinato ad esser dimenticato nel giro di pochi mesi o se possa rappresentare il reale esodo degli utenti da Facebook. Solo il tempo ci darà le risposte.


Elisa



23 ottobre 2014

Foglie di seta per andare nello spazio!

La prima foglia artificiale che produce ossigeno consentirà lunghi viaggi nello spazio. L'iniziativa parte da un giovane laureato alla Royal College of Art, il quale ha creato una foglia biologica sintetica che assorbe acqua e anidride carbonica producendo ossigeno, proprio come una vera foglia.

Al momento, la NASA sta conducendo ricerche sui diversi modi di produrre ossigeno utili per lunghi viaggi nello spazio. E proprio questo materiale potrebbe consentircelo.

Il progetto della foglia di seta sviluppato consiste in cloroplasti sospesi in una matrice fatta di proteine della seta.
Questo materiale è estratto direttamente dalle fibre della seta e vive e respira proprio come una vera pianta.

Tutto ciò di cui la foglia di seta necessita per produrre ossigeno, è luce e una piccola quantità d’acqua. La foglia di seta è la prima foglia biologica prodotta dall’uomo: è leggera, consuma poca energia, ed è completamente biologica.

Il materiale potrebbe trovare applicazioni interessanti anche su applicazioni esterne, come facciate e sistemi di ventilazione. Di conseguenza è possibile assorbire aria dall’esterno, farla passare attraverso questi filtri biologici, e portare aria pulita all’interno.

Un felice esempio di come il design e le tecnologie possano interagire per modellare il nostro futuro, aprendo frontiere che prima nemmeno osavamo immaginare di poter raggiungere.



Stefania

21 ottobre 2014

Viaggia gratis e social con Freeppie!

Ormai l'estate è un lontano ricordo, ma le vacanze ora si potranno vivere in ogni stagione a prezzi vantaggiosi, se non addirittura gratuitamente. 
Freeppie è la piattaforma che offre bonus e punti per alberghi, bar e ristoranti, in cambio di recensioni e foto.

Perché questo nome? FREEPPIE è un mix di "free", per l'idea di gratuità, e "hippie", per l'atteggiamento libero e informale tipico dei giovani viaggiatori. Non a caso, il logo selezionato ricorda il pulmino Volkswagen Transporter, simbolo del viaggio libero anni '60.

Il funzionamento è semplice: l'utente potrà fornire commenti su locali e strutture alberghiere, ricevendo in cambio punti bonus con cui avrà la possibilità di viaggiare oppure usufruire di pasti gratis
Nella nuova frontiera del turismo social, i tre imprenditori toscani ideatori del progetto hanno voluto creare un social travel network, che possa fornire agli utenti una vera ricompensa in termini di convenienza e divertimento. 

 "L'idea - raccontano - è nata quando ci siamo chiesti dove andasse a finire la produzione perduta del turismo come le camere invendute o i tavoli nei ristoranti lasciati vuoti e mai sfruttati".
Con Freepie, infatti, le strutture alberghiere e ristoranti che dispongono di spazi invenduti (camere libere o tavoli vuoti) mettono a disposizione questi servizi in cambio di pubblicità social per i clienti che postano instantaneamente sui propri canali una recensione dopo il pasto o il pernottamento.











Geotag e connessione a Facebook rendono tutto molto semplice e immediato. Le recensioni infatti non sono anonime, poiché gli utenti sono necessariamente loggati con il loro profilo personale di Facebook e le strutture hanno così la possibilità di rispondere, commentare e interagire con i clienti.

Tuttavia si possono ottenere bonus solo dopo aver raggiunto un certo punteggio. Più è alto il numero di recensioni alle strutture convenzionate, maggiori saranno i punti guadagnati. Dopodiché sarà possibile scegliere fra le offerte pubblicate sul sito: alcune gratuite (assicurando sempre l'instant review) e altre scontate.  

Freeppie sembra quindi voler "contrastare" due big del settore: Trip Advisor, per le recensioni, e i portali di couponing, per le offerte, che in questo caso si ottengono grazie all' "attività" svolta dagli iscritti in prima persona.
Migliaia di utenti sono già registrati alla piattaforma, avendo scaricato la versione desktop o l'app Facebook, anche se occorrerà perfezionare l'applicazione mobile, considerando alcuni commenti non proprio positivi. 

Freeppie rappresenta quindi l'innovazione del turismo 3.0, capace di fondere attività social, reputazione online, e-commerce e condivisione.



Elisa





16 ottobre 2014

Commercio online: come sfuggire alla crisi del lavoro!


Oggigiorno con la crisi economica diventa sempre più difficile lavorare; eppure c'è chi, da questa situazione negativa, riesce ad estrapolarne del buono. Statisticamente, infatti, cresce sempre più il numero di persone che si affida alle proprie forze, capacità e creatività per "inventarsi un impiego lavorativo". 
"UN TOCCO IN PIU'" di Chiara Ercole  è una community di shopping online dedicata agli articoli da regalo e all'oggettistica per la casa e all’arredamento. UN TOCCO IN PIU’ nasce come e-commerce con una spiccata impronta Shabby Chic e accenti alle maggiori tendenze del momento. 

Scopriamo insieme chi è Chiara Ercole e la sua idea lavorativa...


Ciao Chiara, hai voglia di raccontarci un po' chi sei?

Sono Chiara, ho 35 anni, sono una moglie, una mamma e da qualche mese, anche una giovane imprenditrice che sfruttando un momento particolare della sua vita, ricco di tantissimi cambiamenti, ha deciso di dar vita ad un sogno tenuto per tanto tempo nascosto in fondo ad un cassetto, con la convinzione che se credi veramente in ciò che fai, i tuoi sogni possono diventare realtà.

Sappiamo tutti che in un momento di crisi lavorare diventa molto difficile. Tu come hai reagito a questa situazione?

Per 15 anni sono stata dipendente  in un’azienda, poi ad un certo punto questo rapporto si è interrotto e ho deciso che avrei colto al volo quest'opportunità per realizzare ciò che avevo chiaro in testa da un po’, ma che per mancanza di tempo ed esigenze differenti non avevo ancora avuto modo di attuare.
Fin da bambina uno dei miei passatempi preferiti era quello di giocare a vendere, quindi perché non sfruttare questa passione per riorganizzare il mio lavoro e la mia vita?
Da qui è partita l’idea dell’e-commerce, essendo io stessa una grande sostenitrice degli acquisti on-line in genere.


Ideando un e-commerce ti sei avventurata nel mondo del web. Ma secondo te il riscontro digitale che si ottiene è giustificato dal tempo impiegato su Internet?

Secondo me il mondo del web ha un grandissimo potenziale ed è destinato a diventare, sempre di più, un’elemento fondamentale della nostra vita.
Personalmente dedico dalle 4 alle 6 ore al giorno per gestire la mia attività, lavorando quasi interamente su internet, attraverso il mio sito, i social network, con i miei fornitori e i miei clienti.
Ritengo che per il mio tipo di attività, sia più che giustificato ed indispensabile dedicare il giusto tempo ad internet, anche perché penso che il riscontro che si ottiene specialmente da parte dei propri cliente sia direttamente proporzionale, oltre che al rapporto qualità/prezzo, anche dalla presente che riesci a garantire sul web per fare in modo che si possa superare quella naturale diffidenza che può nascere nei clienti per il fatto non poter visitare un negozio fisico.

Sbirciando sul tuo e-commerce quotidianamente, si intuisce una grande capacità di sapersi adattare alle varie richieste dei clienti ed alle tendenze del momento. Svelaci la tua strategia...

La mia strategia è quella di prestare molta attenzione alle richieste ed ai suggerimenti che mi arrivano da amici, parenti, conoscenti, dai clienti stessi…ho voluto inserire all’interno del mio sito un form per i suggerimenti, proprio perché non credo che il volersi impuntare su un determinato tipo di prodotto possa essere la soluzione vincente.
Ragionando da cliente, penso che il fatto di sapere che un commerciante può tenere in considerazione la mia opinione o un  mio suggerimento, mi possa conferire un senso di “importanza” che sicuramente mi porterà ad acquistare nuovamente nel suo negozio o e-shop.

Parlaci un pò di Shabby Chic e delle maggiori tendenze del momento!

Lo stile Shabby Chic è una delle tendenze del  momento maggiormente in voga, perché riesce ad appassionare una vasta clientela; questo stile riesce a coinvolgere gli amanti del classico, del country e persino del moderno che in qualche modo vogliono avere qualche nota di contrasto con tutto il resto dell’ambientazione.
Altro grande vantaggio di questo stile è che è veramente accessibile a tutti; senza spendere cifre esorbitanti, infatti, è possibile trovare oggetti di grande effetto.

Consiglieresti lo svolgimento della tua attività ad altre persone? Pensi che sia un’attività divertente e redditizia?

Consiglierei sicuramente questo tipo di attività in quanto è creativa, offre la possibilità di avere tante soddisfazioni e può diventare, se gestita in modo costante, una sicura fonte di reddito.

Pensi che l’adesione alla fidelizzazione scontistica creata con COM2COM possa esser stata utile alla tua attività?

La mia attività è nata pochi giorni dopo la nascita del COM2COM e quello che posso dire è che ha portato molte visite al mio sito e molti contatti tramite i canali social, quindi la consiglierei sicuramente come canale di informazione e diffusione pubblicitaria.

Svolgendo quest'attività ti senti imprenditrice di te stessa? Pensi che le “libere professioni” siano lavori migliori di quelli “dipendenti”?

Svolgendo questo tipo di attività posso affermare con grande orgoglio di sentirmi imprenditrice di me stessa, e di poter finalmente gestire il mio lavoro e la mia vita al meglio.
Non credo che si possa dire che le libere professioni siamo meglio di quelle “dipendenti” anche perché entrambe hanno i loro pro e i loro contro; credo invece che sarebbe ottimale il fatto che ognuno di noi potesse scegliere di svolgere l’attività lavorativa più consona alle proprie esigenze personali.

Per maggiori informazioni visitate il sito: Un tocco in più

Stefania

14 ottobre 2014

Favelas al Maracanã...

Un nuovo campionato di calcio è iniziato ma cosa è rimasto dei Mondiali del Brasile 2014? Mettendo da parte vittorie e sconfitte è bene pensare ai soldi investiti sulle mega-strutture sportive. Infatti, è di qualche giorno fa la notizia che gli stadi dei Mondiali del Brasile diventano abitazioni.




brasile 2014
















In questo caso la prefabbricazione, e la realizzazione di elementi modulari e seriali, sarà la risposta più efficace e rapida ai vistosi problemi del sovraffollamento delle città brasiliane. Sarà infatti associata la prefabbricazione edile alla riqualificazione di impianti sportivi esistenti. L'intento è quello di creare una concreta opportunità per avere, finalmente, una casa in cui vivere.


favelas
L’oneroso investimento che il Governo brasiliano ha dovuto affrontare per i Mondiali di Calcio 2014 – pari a quasi 11 miliardi di euro – ha provocato inevitabili polemiche e proteste. Ma ora le migliaia di famiglie brasiliane non saranno più costrette a vivere in abitazioni di fortuna ed in condizioni di povertà. Gli oltre 3 miliardi di euro spesi per ammodernare gli stadi non sono andati totalmente perduti proprio grazie a questo nuovo progetto.

Gli architetti Axel de Stampa e Sylvain Macaux hanno tentato una mediazione a sfondo ecosociale parlando del progetto "Casa Futebol". Questo propone l’installazione di appartamenti prefabbricati sulle facciate esterne degli stadi.
"Casa Futebol" fa parte di un progetto più vasto denominato "1 Week 1 Project".


Brasile stadio mondiale
Un'idea per ammortizzare le spese potrebbe essere quella di utilizzare i ricavati degli incontri sportivi per finanziare la manutenzione dei moduli abitativi e dell’impianto stesso.


L’idea è indubbiamente originale anche se ha già sollevato qualche contestazione. In ogni caso la sfida è stata lanciata: resta da vedere se qualcuno avrà davvero intenzione di raccoglierla.

E voi cosa ne pensate?

Stefania

9 ottobre 2014

Facebook: il social per la cura della nostra salute


Facebook si occupa quotidianamente di scoprire chi sono i nostri amici e quali sono i nostri interessi. Presto conoscerà anche le nostre condizioni di salute, realizzando servizi e applicazioni dedicate al settore della salute e del benessere

L'intenzione è quella di creare comunità di supporto virtuali per utenti afflitti dalla stessa malattia, che possano confrontarsi e interagire. I ricercatori si sono infatti resi conto che i pazienti affetti da patologie quali ad esempio il diabete, spesso si documentano sui social, quindi perché non fornirgli le informazioni direttamente su Facebook?

Negli ultimi mesi, il colosso dei social network ha organizzato incontri con medici ed esperti di sanità per ideare anche delle ipotetiche applicazioni "preventive" per aiutare le persone a migliorare il loro stile di vita, fornendo linee guida su alimentazione, esercizio fisico e sano consumo di cibo. 
Il progetto non è ancora attivo, ma la popolarità e l'utilizzo mondiale di Facebook potrebbero far sì che le comunità virtuali si sviluppino in tempi brevi.

Bisogna però ammettere che Facebook risulta essere in ritardo rispetto ad Apple e Samsung, già presenti nel settore medicale
E' stata infatti creata l'applicazione Healtkit per iPhone e iPad, che conserva e analizza i dati di salute e fitness, e il dispositivo indossabile Gear Fit di Samsung  che tiene traccia dei dati sanitari tramite sensori, analizzando le informazioni prima di visualizzarle sullo smartphone dell'utente.

Ci si chiede se quest'innovazione potrebbe mettere ancora più a repentaglio la privacy degli iscritti. Secondo alcuni esperti sì, perché al contrario di ricerche online per ottenere rimedi a malanni di piccola entità (come raffreddore o tosse), i pazienti potrebbe preferire l'anonimato. 
Come sempre però, sono gli utenti stessi a decidere quali informazioni condividere o meno con la comunità virtuale, per cui alcuni potrebbero desiderare di utilizzare il social come strumento di conforto.


Facebook invece è ottimista. Crede che questo progetto possa funzionare, così come era avvenuto in passato. 
Nel 2012 infatti, presentò un'iniziativa sulla donazione di organi, permettendo agli utenti di specificarne sul proprio profilo personale il loro eventuale consenso. Negli Stati Uniti si registrarono subito 13.054 persone, conquistando così migliaia di condivisioni.

La presenza infine di forum e siti web tra cui PatientsLikeMe dimostra come per i pazienti sia davvero importante condividere esperienze online, forse per sentirsi meno soli. 


Elisa


7 ottobre 2014

Le creazioni della stampante 3D...

Le stampanti 3D hanno la possibilità di creare, letteralmente, qualsiasi cosa; permettono di avere una riproduzione reale di un qualsiasi modello realizzato con un software di modellazione 3D. Queste sono considerate una forma di produzione additiva mediante cui vengono creati oggetti tridimensionali da strati di materiali successivi.

Questa innovazione attira l'attenzione di più persone, sia nel privato che in ambienti lavorativi. Sbrirciando tra gli oggetti proposti, oggi ci soffermiamo sull'idea di alcuni produttori della birra giapponese Suntory.

Loro hanno appena inventato un modo per realizzare i cubetti di ghiaccio con la tecnica di stampa in tre dimensioni, rendendo il bicchiere un semplice contenitore trasparente di un bellissimo oggetto di design.

Grazie alla collaborazione fra una agenzia pubblicitaria giapponese e i produttori di birra sono nati i primi cubetti di ghiaccio realizzati con una stampante 3D al mondo, e sembrano davvero sensazionali per il livello incredibile di dettaglio.
Parrebbe quasi un peccato versare il whiskey o la birra sopra la Statua della Libertà, il David di Michelangelo, o uno cavallo che salta fuori dall'acqua.

D'altronde l’evoluzione delle stampanti tridimensionali sta registrando un'accelerata davvero incredibile, e i modelli realizzabili renderanno questo tipo di creazione sempre più comuni anche in luoghi atipici come le case o i piccoli studi grafici.
Probabilmente, in futuro le stampanti 3D, in grado di scolpire qualsiasi cosa, saranno in tutte le nostre case ed aumenteranno ad un livello infinito la personalizzazione di qualunque oggetto ci capiti per le mani. Il futuro è molto più sorprendente di quanto non siano riusciti ad immaginare nel passato.



Vi aspettiamo settimana prossima per riproporvi un'altra categoria di oggetti creati con le stampanti 3D...


Stefania

2 ottobre 2014

One O: un progetto di textile design tutto Made in Italy


One O è un progetto tutto italiano, nato nel 2013 dall'inventiva di due giovani ragazze neolaureate, Irene e Chiara, con l'obiettivo di sperimentare progetti di fai-da-te e promuovere i loro prodotti di textile design.

Come nasce il progetto One O?
Poco più di un anno fa io (Irene) e Chiara eravamo prossime alla laurea in Graphic Design presso il Politecnico di Torino e alla disperata ricerca di un tema che ci appassionasse e desse la possibilità di avviare una piccola attività dopo la laurea. Così abbiamo deciso di unire in un unico progetto tutto ciò che amavamo: dalla progettazione visiva alla stampa su tessuto, dal confezionamento di oggetti fatti a mano alla fotografia e la comunicazione sul web.

One O, perché questo nome?
One O, dall'inglese 10, fa riferimento al tram che ci conduceva quotidianamente alla cittadella di Design dove ci siamo conosciute. Ma è anche la sintesi visiva di segmento (l'1) e cerchio (lo 0), ovvero le due fugure geometriche alla base dei pattern One O.

Che tipo di prodotti realizzate? E per quale target?
Inizialmente ci siamo dedicate soprattutto alla creazione di tessili per la casa (tovagliette per la colazione, cuscini decorativi, canovacci ecc), di recente -però- abbiamo aggiunto alla collezione numerosi pezzi fra cui: porta ipad, trousse, portapenne, shopper, fasce per capelli e molto altro. Il tutto acquistabile tramite il nostro negozio Etsy.

Il nostro target è sicuramente femminile: ragazze fra i 20 e i 40 anni, appassionate di design ed handmade. Amano circondarsi di colori vivaci, sfogliare riviste di home decor e leggere blog di fai-da-te. Quando acquistano scelgono i materiali in modo consapevole e non potrebbero vivere senza il loro smartphone!



Come vi sponsorizzate online?
Le nostre più grandi vetrine sono sicuramente il negozio Etsy ed il blog in cui condividiamo argomenti che appassionano il nostro target come progetti di DIY e interviste a designer,alternati a piccoli post che raccontano i nostri viaggi e la nostra vita. Cerchiamo inoltre di generare traffico al negozio con una newsletter mensile e tramite tutti i principali social media (Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Google +). Infine siamo sempre alla ricerca di collaborazioni con altri siti web. A tal proposito siamo felicissime del supporto e dei featuring ricevuti dai vari siti. E' fantastico essere pubblicati da colossi come BuzzFeed, Apartment Therapy, Brit+co o NotCot.

Sul vostro blog figura lo slogan "things we lost", a cosa vi riferite?
Things we lost fa riferimento a tutti i piccoli dettagli che spesso perdiamo nella frenesia del tran tran quotidiano. Pensiamo in particolar modo alle architetture quotidiane: quante volte camminiamo di fretta e non notiamo dettagli unici come facciate di palazzi, installazioni luminose, inferriate e piccole delizie come queste? Con i pattern One O ispirati alla nostra città, Torino, ci riproponiamo di immortalarli per sempre stampati nel tessuto.




Avete altri collaboratori?
Da poco si è aggiunta nel team Cristina, designer e fashion addicted che cura sul blog una rubrica di moda. Quando invece abbiamo bisogno di un consulto sui materiali ed il mondo del cucito ci viene in aiuto Veronica, giovane sarta nonché nostra textile guru personale.

La vostra attività è rivolta anche a clienti residenti all'estero?
Assolutamenti sì. Duole dirlo, ma all'estero sono spesso più attenti ai materiali organici e propensi ad acquistare handmade. Il made in Italy poi, gode di particolare fama in nord America.

Siete state pubblicizzate anche da riviste del settore?
Come accennato prima abbiamo avuto la fortuna e l'onore di vedere i nostri lavori pubblicati su moltissimi siti web. Per quanto riguarda il cartaceo, invece, i nostri prodotti sono da poco apparsi su Casa Facile.

Credete che quest'attività possa divenire la vostra occupazione a tempo pieno?
Al momento si tratta di un secondo lavoro, che portiamo avanti in tutti i ritagli di tempo possibile. Per noi spesso non esistono serate e weekend liberi, ma quando ami follemente qualcosa e credi in ciò che fai allora non ti pesa lavorare duro e chissà che un giorno tutto questo lavoro non ripaghi...

Per maggiori informazioni, visitate il blog One O e il loro negozio su Etsy.

Elisa

30 settembre 2014

Mantenersi in forma bevendo succhi direttamente dalla frutta o dalla verdura!

Tenersi in forma è da sempre un obiettivo che accomuna uomini e donne. L'attenzione verso il proprio benessere fisico cresce a dismisura e dunque è tempo di creare nuove proposte salutari ed ecologiche. Ecco che anche in questo caso la tecnologia interviene in un settore di grande crescita.


Chissà che non stiamo andando verso una nuova forma di consumo. Questa volta si tratterà di bere un succo di pomodoro, di melanzana o di cipolla, inserendo una cannuccia direttamente dentro la verdura o la frutta, che conserva il suo aspetto esteriore.

La tecnologia esplosiva, che rappresenta una vera sfida, è stata inventata da Shigeru Ito, professore presso l'Università di Kumamoto (Okinawa National College of Technology). L’esperimento è stato condotto in laboratorio per conto della giapponese Kagome, leader nei succhi di frutta e verdura.


Stefania